Un Sacerdote raccontava un fatto accaduto nella sua parrocchia. Alla Messa domenicale una signora si trovava accanto ad un povero malvestito e malandato, al momento dello scambio della pace gli si rivolse con enfasi " pace a te fratello" . Uscita di chiesa si avviò verso casa ma subito si accorse di essere seguita. Allungò il passo ma anche chi la seguiva fece altrettanto. Quando fu vicina a casa trovò il coraggio di girarsi e vide che a seguirla era lo sconosciuto di poco prima. Con tono deciso gli chiese perché la stesse seguendo. L'uomo con voce pacata e quasi stupito ribatté:- sto venendo a pranzo da te! Ma come? Prima mi hai chiamato fratello , no? Io non ho niente da mangiare, e tu non accogli un fratello a pranzo?
E tu vuoi invitare un fratello a pranzo? Sei sicuro che qualcuno a cui hai detto "pace a te fratello" non abbia bisogno di aiuto? O quel gesto è solo un gesto simbolico? Ma se quello scambio di pace, è vero non può lasciarti indifferente.
Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: "Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi", ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. (Giacomo - 2, 14-17)
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